Prima volta in barca a vela: guida pratica

Navigare in barca a vela è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita.

Molti di voi ci saranno stati sicuramente ma se non lo avete mai fatto, e amate follemente il mare, quest’estate trovate l’occasione per farci almeno un giro.

Navigare in barca a vela permette di vivere il mare in modo completamente diverso da come lo si vive restando sdraiati sulla spiaggia: c’è il vento, l’acqua che ti circonda completamente con il suo blu profondissimo e la sensazione di immensa libertà che si prova a trovarsi come piccoli puntini in mezzo alle onde.

Ho avuto diverse occasioni per passare un po’ di tempo su una barca a vela, per esempio durante il mio tour della Puglia (e in quell’occasione ho anche dormito sottocoperta) oppure appena arrivata in Salento per scoprire la costa ionica e ancora durante una gita al largo di Lignano Sabbiadoro, in Liguria sulla riviera di Ponente e in diverse altre occasioni.

Quando dovevo affrontare la mia prima avventura in barca a vela ho cercato diversi articoli che potessero prepararmi e consigliarmi sul cosa fare e soprattutto tranquillizzarmi, dato che soffro il mal di mare.

Questo è l’articolo che scrivo per tutti coloro che non sono mai stati su una barca a vela prima d’ora e si preparano ad affrontare una piccola escursione oppure un weekend a bordo!

In barca… via le scarpe! 

Per chi non è mai salito su una barca sappiate che si sale a piedi nudi quindi appena attraversata la passerella verrete invitati a lasciare le scarpe, o le infradito, nel contenitore apposito (si, insieme a quelle di tutti gli altri). Quindi, se non vi va di stare scalzi, potete munirvi di calzini l’importante è che siano calzini antiscivolo perché le superfici della barca sono lisce.

Qualche skipper particolarmente benevolo vi lascerà salire con le scarpe apposta, quelle con la suola bianca, ma presto avrete voglia di togliervele per essere più pratici anche se penso sia una questione di abitudine.

Il bagaglio: minimal is the key

Su una barca a vela, anche quelle un pò più grandi, gli spazi sono angusti e lo diventano ancora di più in base al numero di persone che ci sono a bordo. Per spostarvi da un parte all’altra dovrete letteralmente scavalcare gli altri che sono seduti, sdraiati, in piedi e che spesso occupano i passaggi.

Se passerete anche la notte, o più notti, a bordo potrete stipare il vostro bagaglio in un piccolo armadietto ricavato all’interno della cuccetta in cui dormirete. Scordatevi di portare un trolley perché, oltre a risultare ridicoli, farete fatica sia a stiparlo che a gestirne le aperture continue. Meglio affidarsi ad un borsone morbido e organizzare al suo interno i vestiti e la parte beauty con estremo criterio. 

Si, perché non pensiate di avere mensole a disposizione o appendiabiti dove riporre in ordine camice e magliettine, soprattutto se l’armadietto dovrete condividerlo con il borsone di qualcun altro (in genere ce ne stanno 2 e non di più). 

Al secondo giorno di “ruspamento” all’interno del vostro bagaglio vi ritroverete con una massa disordinata di cose appallottolate e rinuncerete a cambiarvi, limitandovi a ripescare all’occorrenza solo lo spazzolino. 

Ecco perché la chiave è essere minimal, esercizio che sarà molto utile anche per la vostra mente: portate solo l’essenziale e ancora meno dell’essenziale. Vedrete che non vi serviranno decine di cambi e prodotti beauty, sarete solo voi, il vento e il mare.

Cosa portare per un weekend in barca a vela 

  • 2 costumi 
  • un sapone solo ed esclusivamente biodegradabile
  • calzini
  • pantaloni corti e un vestito leggero
  • 2-3 magliettine
  • una pashmina per il vento
  • cappellino o bandana (insomma qualcosa per fermare i capelli perché se li avete lunghi tra vento e salsedine si ridurranno ad uno stato pietoso)
  • occhiali da sole
  • crema solare 
  • un telo da mare di quelli super sottili e leggeri che si asciugano all’istante.

Basta così, ve lo posso assicurare.

L’acqua non si spreca, anche se siete in mezzo al mare.

La barca ha al suo interno un serbatoio d’acqua dolce con un’autonomia che varia in base alla grandezza della barca stessa quindi durante una navigazione lunga siete obbligati a non utilizzare l’acqua se non strettamente necessario.

In genere sottocoperta troverete un piccolo blocco cucina e un lavandino dove poter lavare le stoviglie rigorosamente “a filo d’acqua” e senza detersivo (che altrimenti finirebbe nel mare per la gioia dell’ecosistema).

Dove lavarsi? Per farvi una bella doccia dovrete aspettare il primo porto in cui approderete, ormai le marine sono super attrezzate con bagni, docce e punti ristoro e alcune sono talmente di lusso che sembra di essere in una spa (ma non tutte!), o vi sembreranno tali soprattutto dopo parecchie ore di navigazione!

Dove andare in bagno? Se proprio avete un’impellenza potrete usare quello a bordo, anche se per alcuni entrarci sarà molto difficile dati gli spazi quasi inesistenti, ma attenzione: mai quando siete fermi, solo durante la navigazione, per ovvi motivi igienici e la carta non va mai gettata nel wc ma va messa nel cestino accanto o situato sotto il piccolo lavabo (orrore!). 

Condivisione ed esperienza

Durante un weekend in barca a vela o anche una semplice escursione sarete inevitabilmente molto a contatto con i vostri compagni di viaggio

Il proprietario della barca, o comunque chi la conduce, viene chiamato skipper e ogni suo ordine va ascoltato ed eseguito perché solo lui conosce bene la sua barca e il mare della sua zona che ha vissuto decine o centinaia di volte.

Preparatevi ad un viaggio nell’ottica della condivisione estrema, sia nella preparazione dei pasti, nel caso vengano consumati a bordo, sia durante la divisione dei compiti che vi assegnerà lo skipper, magari anche solo semplicissime manovre come sciogliere una corda o aiutarlo con il timone. 

Cercate di essere d’aiuto e di non intralciare od essere egoisti: siete tutti sulla stessa barca! (Volevo assolutamente fare questa battuta).

Aiuto, ho il mal di mare!

Tasto dolente e nota negativa della barca a vela ma anche della barca in generale: il dondolio incessante, anche se lieve, può causare nausee e mal di mare. Ve lo dice una che sta male sempre nonostante ami profondamente questo tipo di esperienza.

La vostra prima volta in barca a vela potrebbe trasformarsi in un incubo ma non preoccupatevi ancor prima di partire altrimenti avrete l’ansia di star male e lo starete davvero. 

Non ho una formula magica per non soffrire la nausea, se l’avessi trovata sarei già andata a vivere su una barca, ma ho comunque una serie di validi consigli testati personalmente:

  • Se il mare è molto calmo potete aiutarvi con delle semplici pastiglie omeopatiche, chiedete in parafarmacia.
  • Se il mare è molto mosso in genere si evita di navigare ma se siete costretti a farlo, oltre a reggervi saldamente, applicate quanto prima un cerotto antinausea di quelli da posizionare dietro l’orecchio. Io l’ho provato e ho resistito ad una traversata degna di un film d’avventura anche se devo ammettere che questo tipo di farmaci è davvero molto potente e il mio fisico è stato messo a dura prova.
  • Cercate di non ricorrere all’uso di farmaci per abituarvi in modo naturale alla barca.
  • Mangiate solo cose solide come crackers o taralli e bevete comunque, anche perché il vento tende a disidratare, ma a piccoli sorsi.
  • Non scendete sottocoperta durante la navigazione perché è il punto della barca in cui, oltre a sentirsi un pò oppressi, il dondolio si sente di più.
  • Mantenete lo sguardo verso l’orizzonte e non fissate l’acqua accanto a voi altrimenti farete un danno irreparabile!
  • Fate dei bei respiri profondi e sdraiatevi ad occhi chiusi se necessario, la posizione supina tende a far sentire meno l’oscillazione.

Ultimo consiglio:

Rilassatevi e divertitevi!

Appena avrete preso confidenza non vorrete più abbandonare l’imbarcazione, ve lo assicuro.

La barca a vela è una piccola casa galleggiante che vi farà sentire parte della natura, soprattutto se navigherete a vela e non a motore, cosa che si rende necessaria in particolari condizioni di vento.

Vi appassionerete nonostante eventuali disagi dovuti al mal di mare e vi farete delle belle nuotate nelle calette più irraggiungibili e in mare aperto.

Quindi preparatevi ad una vacanza indimenticabile e… buona navigazione! 

Simona

Mi chiamo Simona, sono una consulente digitale appassionata di benessere e discipline olistiche. Ho una passione sfrenata per la cultura zen e le arti marziali. Pratico yoga, pilates, mindfullness e vivo in simbiosi con la natura che mi circonda. Sempre pronta a partire per nuove avventure e conoscere nuove mete da raccontare! Attraverso ogni post cerco di condividere valori ed esperienze trasmettendo un messaggio positivo, che possa ispirare ogni persona ad amare e ad amarsi.

Write a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *